Amianto: perplessità sulla gestione del pietrisco ferroviario

All’ass.re delega Ambiente
Sara Cravero
Al Presidente Comm. Ambiente
Biagio Conterno
Al Sindaco
Bruna Sibille
COMUNE DI BRA

Bra, 11 giugno 2016

Oggetto: rimozione, deposito e trasferimento in discarica del pietrisco ferroviario in Bra

Ritengo la risposta ricevuta alle mie richieste del 1 giugno scorso, convocazione comm. ambiente e adozione di nuove precauzioni per la fase ultima di rimozione del pietrisco, insufficiente, per le seguenti ragioni:
Prima di avviare la mia indagine, effettuata incontrando la SPRESAL e alcuni residenti che da via Gorizia si affacciano sull’area dei lavori, avevo ben discusso con il tecnico dell’ufficio ambiente proprio per capire l’attività svolta dai tecnici e le motivazioni per cui tecnicamente l’amministrazione comunale non fosse in teoria neppure a conoscenza preventiva della presenza di amianto nel materiale asportato;
Come si vede bene dallo stesso riepilogo da voi inviato, le segnalazioni dei residenti sono state molte e presenti fin dal primo giorno (18 aprile) di uso dell’area in oggetto come deposito di rifiuti pericolosi: a fronte di un’immediata azione da parte dei tecnici dell’uff. ambiente (giorni 18 e 19), si è dovuto attendere quasi un mese (12 maggio), a prima parte di attività già conclusa, perché l’amministrazione facesse una relazione su cosa stesse succedendo;
Non è riportata nessuna attività degli amministratori con responsabilità sul tema ambientale e sanitario, da cui si evince ben necessaria una verifica in commissione ambiente.
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Riassumo quindi la mia attività sul tema.
 24/05/16: in comm. LLP il Presidente riferisce, trattando altri temi, che il pietrisco della massicciata ferroviaria oggetto di interventi, potrebbe contenere amianto per l’eventuale dispersione dal materiale ferroviario di frenatura, dichiarando però che le analisi hanno dato esito negativo, ovvero non vi è presenza di amianto per il materiale interessato dai lavori in Bra
 25/05/16: ricevo una segnalazione da un residente per cui il pietrisco movimentato e depositato in adiacenza alla propria abitazione in via Gorizia contiene amianto e vista la polvere sollevata dai lavori, la persona mi dice che tramite altri residenti nelle settimane precedenti aveva fatto richiedere informazioni al Sindaco, ricevendone rassicurazioni. Preoccupato comunque, perché ricevuta conferma della presenza di amianto dagli stessi addetti ai lavori impegnati nel cantiere e vista la quantità di polvere sollevata, decide di chiedere al sottoscritto di verificare.
 25-26/05/16: colloquio in uff. ambiente con l’ing. Rambaudi che mi spiega come si fosse attivato dopo la prima segnalazione (18 aprile), acquisendo la conferma che i lavori non avessero l’obbligo di prevedere una informativa al comune e prendo copia della relazione dello SPRESAL, che in sintesi afferma:
o Presenza di amianto tale da classificare il pietrisco come rifiuto pericoloso;
o Bassissima probabilità di dispersione in aria delle fibre, senza cause esterne;
o Previste procedure specifiche e campionamenti per le movimentazioni, dichiarate le più contenute possibili, per cui si conclude “siano idonee a garantire la sicurezza sia dell’ambiente che della popolazione”
o Si dà la disponibilità a far visionare i risultati dei campionamenti di monitoraggio all’amministrazione comunale, che non se ne avvale
 31/05/16: a seguito della lettura della relazione programmo incontro con l’Ente di controllo della sicurezza e protezione dei lavoratori sul cantiere (SPRESAL), per visionare la documentazione, da cui ne ricavo:
o Presenza di amianto in un campione prelevato dalla ditta incaricata per i lavori;
o Campionamenti a cura della ditta incaricata per i lavori, quasi tutti con esiti negativi per la misura delle dispersioni di amianto, alcuni riscontri positivi ma al di sotto dei valori considerati pericolosi;
o I risultati dei campionamenti sono accessibili da 24 a 48 ore dalla loro effettuazione;
o L’obiettivo delle procedure e dello spandimento del fissativo per amianto doveva ovviamente eliminare la produzione di polveri, per cui la segnalazione di polvere da parte dei residenti, ricordo che è giunta sin dal primo giorno, doveva essere immediatamente monitorata, se possibile anche con prelievi nelle case e nelle proprietà dei residenti.
 01/06/16: avanzo le richieste da cui la risposta ricevuta il 3 giugno.
 03-07: richiesta di copia dei campionamenti positivi allo SPRESAL, con indicazione degli orari di prelievo e scheda di sicurezza dei prodotti usati come fissativo.
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Sono costretto quindi a riepilogare qui, non avendone la possibilità negli organi consiliari, le preoccupazioni origine delle mie richieste e le ragioni finali per cui ritengo la risposta ricevuta insufficiente e per cui ogni altra attività di questo tipo all’interno di aree residenziali, ritengo non debba essere più permessa.

1. la lettera da parte dell’uff. ambiente di richiesta di informazioni allo SPRESAL è stata definita “generica” e io ritengo tardiva, nonostante l’immediata attivazione iniziale dei tecnici;
2. La presenza di amianto è testimoniata da un solo prelievo eseguito dalla ditta incaricata: da una breve analisi di casi simili riscontro che normalmente RFI richiede più punti di prelievo per la medesima sezione di massicciata (5), con quantitativi precisi, cosa che qui non si rileva;
3. I campionamenti per legge sono richiesti alla ditta incaricata dei lavori, ma non sono state previste contro verifiche da parte dell’ente controllore, nonostante le richieste avanzate dallo SPRESAL, come mi è stato riferito (forse è stata svolta una verifica nel giorno 31 maggio, ma mancano ancora i dati);
4. Il rischio di dispersone di amianto nasce dalla movimentazione del pietrisco: in questo cantiere vi sono (da informazioni SPRESAL): prelievo dal sito e carico su camion, scarico nello scalo merci, carico camion, tutte operazioni che portano a possibili frantumazioni per sfregamento meccanico, caduta, schiacciamento.

5. Risultano in realtà altri passaggi su vagoni per la distribuzione del pietrisco lungo i binari.

6. Le movimentazioni meccaniche, lo sbriciolamento e lo sfaldamento del pietrisco sono le cause di rischio di dispersione, per cui l’unico modo per abbattere il rischio sarebbe stato effettuare la rimozione, un solo carico sui mezzi di trasporto e effettuare il deposito, se necessario, in aree non residenziali e soprattutto dove non siano presenti ricettori sensibili e a maggior rischio (scuole)

7. Lo spargimento del fissativo anche a più riprese in modo manuale, può solo agire parzialmente, ricoprendo solo il primo strato, lasciando intatti gli strati sottostanti, che generano poi le polveri quando lasciati cadere a terra o sui mezzi.

8. nonostante le procedure previste per l’abbattimento delle polveri, alcuni residenti hanno dichiarato fin da subito la presenza di polveri nelle proprie abitazioni
9. alcuni residenti hanno invece dichiarato che le loro abitazioni, orti e proprietà sono state investite dalla nebulizzazione del fissativo: i residenti quindi non sanno se possono o meno utilizzare gli ortaggi cresciuti in queste settimane
10. nonostante le procedure previste per la riduzione delle polveri, la sicurezza degli operatori preveda la completa protezione da possibili contaminazioni e l’uso di filtri e maschere, ma la movimentazione è avvenuta talmente a ridosso delle abitazioni di via Gorizia, in adiacenza dei muri di cinta delle proprietà private, che i residenti sono stati esposti ai medesimi rischi dei lavoratori, ma senza saperlo e senza protezioni;
11. almeno un residente ha testimoniato come con le operazioni di deposito del materiale, il fissativo non venisse erogato durante lo scarico, ecco anche la copiosa produzione di polvere testimoniata;
12. la differenza temporale tra l’accesso ai dati dei campionamenti e la loro realizzazione è tale per cui gli eventuali rischi di dispersioni di fibre di amianto possono già essere passati quando l’ente di controllo ne venga a conoscenza;
13. la zona di movimentazione è stretta oltre che tra abitazioni, tra un asilo nido e una scuola materna: ogni rischio legato all’amianto è amplificato per i ricettori più giovani
lavori ferrovia
Le mie considerazioni finali sono che, nonostante i rischi corsi a posteriori siano probabilmente piuttosto bassi:
 nonostante l’iniziale attività dell’ufficio ambiente, non risultano attività dell’amministrazione per investigare a fondo i rischi connessi all’attività;
 le prime informazioni ricevute formalmente in una commissione consiliare si sono rilevate non corrette, l’amianto è infatti presente nel pietrisco;
 non è corretta anche l’informazione presente nella risposta del 3 giungo alle mie richieste, per cui si sono avuti “esiti negativi alla presenza di fibre di amianto”, perché vi sono campionamenti con presenza di amianto (0,13-0,14 fibre/l);
 nonostante il basso rischio, così come con appositi dispositivi di protezione individuale i lavoratori si sono dovuti obbligatoriamente proteggere, logica vuole che i residenti le cui abitazioni si affacciano a ridosso del deposito del materiale pericoloso abbiano corso i medesimi rischi dei lavoratori, ma senza protezioni;
 tali rischi sono stati totalmente innecessari e si sarebbe potuto agire in modo da evitare lo stoccaggio e soprattutto tutte le movimentazioni nei pressi delle abitazioni e delle scuole;
 a tale riguardo non può essere sufficiente fermarsi alla dichiarazione di RFI, che avrebbe dovuto interrompere i lavori, la priorità era ridurre ragionevolmente ogni fonte di rischio alla fonte;
 non si capisce perché a fronte delle segnalazioni ricevute in svariate occasioni, l’amministrazione non si sia attivata per fare in modo che  le movimentazioni si svolgessero con l’asilo nido e la scuola materna chiuse.  Data la maggiore permanenza in spazi aperti per la bella stagione i bambini sono più esposti.
 in futuro si dovranno ridurre al minimo i rischi legati alla dispersione di amianto nei pressi delle abitazioni attuando tutti i mezzi per la prevenzione della salute dei cittadini, impedendo anche con un’ordinanza se necessario, la movimentazione di rifiuti pericolosi presso aree residenziali e adibite ai servizi scolastici.

Claudio Allasia
Movimento 5 Stelle Bra

Viabilità e qualità dell’aria

Ho letto i punti della risposta a quello che viene definito un mio attacco confuso e virulento. La risposta non entra nel merito dei fatti esposti nel mio articolo, dando segno solamente di una risposta stizzita. Mi tengo volentieri il virulento affibbiatomi, che reputo di gran lunga più positivo dell’inerzia quasi totale dell’altra parte.

 

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Petizione Regionale contro il ripristino del Bollo per le auto gpl/metano/elettriche

tratto da http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2015/11/firma-contro-il-nuovo-bollo-auto-di-chiamparino.html

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Dalla scorsa settimana è partita la raccolta firme per la petizione regionale del Movimento 5 Stelle contro il bollo auto proposto dalla Giunta Chiamparino per auto a metano, gpl, elettriche con il disegno di legge n. 166 (articolo 4 comma 3) in approvazione entro fine anno.

 In cosa consiste?

Si tratta dell’introduzione del bollo auto per le autovetture alimentate, sin dalla fabbrica, a metano, gpl o elettriche dopo cinque anni dalla immatricolazione. Insomma chi ha un’auto a metano, gpl o elettrica con più di 5 anni, dovrà pagare il bollo da subito, se no al raggiungimento del quinto anno dall’immatricolazione. Oggi invece sono esentate per tutta la vita (sono esentati per soli 5 anni i veicoli con impianti a metano o a gpl inseriti dopo l’acquisto della vettura). Chiamparino pensa così di recuperare circa 30 milioni da 180 mila autovetture. 

Inquini di meno? Per la Regione non cambia nulla.

Per noi dovrebbe essere il contrario, chi inquina di meno dovrebbe pagare di meno. Gli automobilisti che fanno scelte virtuose (e spesso più costose) per l’ambiente e la salute di tutti devono essere incentivati.

Faremo di tutto in Consiglio Regionale per fermare questo scandaloso disegno di legge della Giunta prima dell’approvazione definitiva, ma abbiamo bisogno del vostro supporto per far capire alla maggioranza Pd che non deve votarlo. Quindi abbiamo bisogno di migliaia di firme.

Presenteremo entro un mese le firme raccolte in Consiglio regionale a supporto della petizione qui sotto allegata, affinché il Consiglio e la Giunta ascoltino il parere dei piemontesi e tornino sui propri passi, ritirando o bocciando questa proposta scellerata che ostacola e disincentiva la mobilità ecologica e sostenibile.

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Aggiornamento dati inquinamento aria Bra [aggiornamento al 9 giugno]

Con attenzione seguo l’evolversi della situazione inquinamento nella città di Bra.

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Aggiornamento dati inquinamento aria PM10 Bra [26/5/2014]

Con attenzione seguo l’evolversi della situazione inquinamento nella città di Bra.

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I dati sono consultabili online dal sito dell’Arpa regionale tramite questo link http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml Continue reading

Qualità dell’aria in provincia di Cuneo: il 2013 è l’anno migliore dal 2002 [ideaweb]

Riporto articolo interessante tratto da Ideaweb del 30 maggio sulla qualità dell’aria nel 2013 in provincia di Cuneo. Buon risultato, ma come già accennato in mio precedente articolo, dovuto anche alle condizioni climatiche soprattutto dell’inverno 2013/2014.

Una cosa che speriamo sia subito cambiata, grazie anche ad una nostra presenza in consiglio comunale è il monitoraggio di più parametri possibili, contro i 4 attuali. Importante  sarà monitorare il valore delle PM2.5!!!

 Schermata 2014-05-30 alle 17.13.07 Continue reading

Conferenza “l’aria inquinata uccide” 3 febbraio 2014, caffè Cavour Bra

ecco il video della conferenza sull’inquinamento, organizzata da www.spiriti-liberi.it

Video

I dati sull’aria di Bra e il loro “utilizzo distorto”

Articolo pubblicato su targatocn.it lunedì 17 febbraio 2014

Il Movimento 5 Stelle: “Ha ragione infine il Sindaco, noi abbiamo sbagliato a dire che l’attuale amministrazione non ha fatto nulla. Avremmo dovuto dire che non ha fatto nulla che possa aver avuto effetto su quello che il Sindaco stesso definisce il problema più importante per la città”

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Torniamo ancora una volta sull’argomento aria di Bra perché è un discorso importante per tutti. Ci scusiamo con i lettori se possiamo sembrare ripetitivi ma vogliamo che le cose siano il più chiaro possibile. I dati sulla qualità dell’aria sono chiari, è il loro uso che è distorto.

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per l’aria di Bra: “Qualcosa è stato fatto, per molto altro si è fatto finta di fare… ”

Risposta… alla risposta del sindaco Sibille alla lettera del Movimento 5 Stelle

di Mauro la Martina

cfr.

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In merito alla risposta del Sindaco di Bra sulla lettera del Movimento 5 Stelle di Bra relativa al “loro” rendiconto, posto alcune mie considerazioni (molto) personali :

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