La sicurezza stradale e la cura delle cose fatte bene

Via Gorizia

La scorsa settimana abbiamo appreso con soddisfazione che nei prossimi mesi verranno fatti i lavori di ripristino in questa via – un piccolo merito ce lo prendiamo anche noi che abbiamo negli ultimi due anni a più riprese sottoposto all’attenzione dell’ass.re e del Consiglio le pessime condizioni della strada. Ma ci è voluto soprattutto la caparbietà dei residenti che la scorsa estate hanno presentato al Sindaco una raccolta di firme a denunciare le condizioni di insicurezza della strada.

Il ripristino del manto stradale, il recupero della carreggiata che si sta erodendo per un ampio tratto della via, l’ampliamento dell’illuminazione a un tratto non ancora coperto, porteranno maggiore sicurezza soprattutto a pedoni e ciclisti che transitato su quella via. Non sappiamo se sia previsto un intervento specifico in corrispondenza del passaggio a livello in direzione Cavallermaggiore: questo infatti si trova a ridosso di una curva secca, senza spazio per far passare due veicoli, ma anche con molto pericolo in caso di passaggio contemporaneo di mezzi a motore e biciclette, difatti l’appoggio della barriera e parte della recinzione sono abbattute da parecchi mesi e RFI non li ripari più. Qui serve un allargamento della strada per rendere più sicuro il passaggio, ci auguriamo che sia stato pensato, era il principale oggetto della nostra prima interrogazione un paio di anni fa, e che non si debbano aspettare altri anni.

Gli svincoli della tangenziale

Anche su questo tema siamo alla seconda interrogazione. Lo stato di alcuni svincoli è penoso, ma non solo questo, è pericoloso. Non si tratta solo dei tratti di competenza ANAS, ma di quelli di competenza del Comune. In particolare la segnaletica a terra che viene ripresa in tempi troppo distanti dal periodo invernale, per cui è ormai deteriorata proprio quando più serve. L’assenza di illuminazione per cui sempre nel periodo invernale gli accessi agli svincoli si fanno a memoria, lo stato dell’asfalto estremamente degradato e che accelera le precarie condizioni della segnaletica. A questi notazioni semplici e banali, l’ass.re risponde che non ci sono i soldi. Ma i costi di un’accorta manutenzione del manto stradale, della segnaletica e l’installazione di qualche punto luce, vale poche migliaia di euro e risparmierebbe i costi legati all’insicurezza degli accessi alla tangenziale, negli ultimi anni ci sono stati molti incidenti gravi e sarebbe bene provvedere prima che ne capitino altri.

I lavori di via Principi e l’accesso di via Cavour

Insieme al consigliere Sergio Panero abbiamo presentato queste due interrogazioni, via principi e via Cavour; anche qui le risposte dell’ass.re sono totalmente insoddisfacenti, anzi non ci sono mai risposte, se non parole assurde, come quelle che ipotizzano l’uso di due fioriere sufficienti a definire un accesso a Ztl con divieto di sosta, eh già come non ricordare che le fioriere sono previste specificamente nel codice della strada (quello di Heidi forse).

Sulle stato dei lavori di pavimentazione di via Principi, che hanno visto numerose riprese già a pochi mesi dalla realizzazione, avevamo chiesto una relazione dettagliata, anche qui non c’è risposta, ovvero non è stato detto perché sono stati necessarie così tante ripristini già al primo inverno e neanche uno straccio di analisi per capire se il problema sia di natura strutturale o meno. Approfondiremo noi, ma come giustamente ha fatto notare Panero, queste non risposte e questa noncuranza delle segnalazioni dei cittadini, fatte tramite i consiglieri, sono davvero intollerabili.

Strada Orti

Abbiamo espresso più volte il nostro pensiero negli ultimi anni sulla sicurezza di questa strada – nell’ultimo consiglio i gruppi di minoranza di centro destra hanno fatto un’interrogazione dopo gli ultimi incidenti, noi avevamo già espresso in un comunicato la nostra idea. La risposta ricevuta in Consiglio da Sindaco e ass.re è stata ancora peggio delle altre, per due ragioni: si continua a difendere la realizzazione del marciapiede, questa volta ammettendo finalmente che era per la sicurezza dei pedoni (è noto infatti come frotte di pedoni si riversino su quella strada), mentre fino all’altro ieri l’intervento era da loro indicato come mirato alla sicurezza della viabilità e per ridurne gli incidenti, decidetevi verrebbe da dire; in secondo luogo il Sindaco passa la parola all’ass.re perché spieghi il dettaglio tecnico di una possibile soluzione del problema concepitata con l’ANAS, e l’ass.re nulla dice al riguardo – siamo alla farsa.

Ricordiamo allora un poco la storia recente:

  • i residenti raccolgono firme per la messa in sicurezza della strada;
  • la Giunta progetta il marciapiede e presenta il progetto in commissione, dove chiedendo scopriamo che: non è previsto nulla da parte dell’ANAS, non sono previste protezioni neppure nei punti pericolosi, insomma uno spreco di soldi senza capo né coda;
  • chiediamo i guard rail a protezione dei punti più pericolosi, parliamo con l’ANAS e raccolgiamo firme affinché ANAS e comune prevedano almeno il cambio del manto stradale e l’aggiustamento della pendenza della curva pericolosa,non sarà risolutivo, ma meglio del nulla fatto dalla Giunta;
  • si fanno i lavori, gli incidenti continuano e abbiamo il dubbio che sia stato fatto qualcosa dall’ANAS a dispetto di quanto ci è stato riferito verbalmente;
  • la Giunta ritiene come l’ANAS che il problema sia la velocità, la qual cosa è a nostro avviso priva di senso, perché è impensabile considerare come limite di sicurezza i 30 km/h, se una strada da 15-20 mila passaggi annui non è sicura a velocità da transito veicolare, allora il problema non è semplicemente il comportamento degli automobilisti, ma la stessa strada.
  • incidenti, critiche da tutti, e finalmente il Sindaco incontra l’ANAS

Ora abbiamo detto più volte come la soluzione della sicurezza su quel tratto di strada è una modifica del tracciato, e che purtroppo l’intervento del marciapiede rende solo inutilmente più costoso tale intervento. Non ci improvvisiamo progettisti dell’ANAS, ma modifica di pendenza e curva, allargamento della carreggiata con interposizione di protezioni al centro per evitare pericolosi frontali, tappetino anti skid o altra modifica sostanziale possono essere le uniche soluzioni per la mitigazione del rischio su Strada Orti. Speriamo che la Giunta si sia svegliata e abbia iniziato a parlare di queste cose con l’ANAS e non solo di autovelox.

 

 

Cronaca di una storia infinita: ancora su Via Gorizia

 

Le condizioni di Via Gorizia rimangono immutate se non peggiorate negli ultimi anni. Già a fine del 2015 il consigliere del M5S di Bra Claudio Allasia presenta un’ interrogazione sulle condizioni della via a cui ne segue un’altra a luglio 2016 ed a ottobre 2016 una richiesta che si inserisse l’argomento all’ODG della Commissione LLP per discuterne. Non fu data risposta esaudiente alla prima interrogazione e non seguì nessun atto da parte dell’amministrazione,  alla seconda. Nel frattempo a settembre 2016 un gruppo di residenti raccolsero e presentarono a tutto il Consiglio Comunale  una petizione con 99 firme in cui veniva richiesta da parte dell’amministrazione un’analisi tecnica dei problemi più urgenti dal punto di vista della sicurezza stradale e soluzioni immediate.

Ad oggi, come possono ben testimoniare le foto quì allegate, la situazione è peggiorata. Parte della recinzione che delimita la ferrovia risulta ancora abbattuta, lungo la strada l’erosione dell’asfalto restringe pericolosamente la carreggiata, la siepe in corrispondenza del passaggio a livello nasconde la visuale a chi transita. Per terminare laddove ci sono stati i recenti lavori di scavo per il teleriscaldamento, il rifacimento dell’asfalto risulta avallato o sprofondato. Ci chiediamo quando l’amministrazione si prenderà finalmente e seriamente carico della problematica trovando un rimedio definitivo a tutti i problemi succitati.

Movimento5StelleBra

PRGC a Bra: le considerazioni di Italia Nostra sono ben fondate

PRGC a Bra: le considerazioni di Italia Nostra sono ben fondate

palazzo Garrone

 

Il ricorso alla variante del PRGC da poco approvata ha certamente motivazioni ben fondate e le difese da parte del Sindaco sono risibili.

Fondate sono infatti le affermazioni sulla scarsa volontà di trasparenza. Le commissioni infatti non sono pubbliche a Bra, e ricordiamo che le nostre proposte di renderle pubbliche sono state respinte dalla maggioranza e anche dalla minoranza.  Per quanto riguarda la pubblicità degli atti della variante, questa è dovuta alla nostra persistente richiesta, che solo dopo mesi è stata soddisfatta.

Le pubblicazioni relative agli elaborati approvati poi è stata incompleta, su osservazione nostra e di Italia Nostra, è stata ripubblicata, con alcune correzioni delle mancanze segnalate, ma in modo da creare disorientamento e confusione per chi volesse leggere gli atti e presentare delle osservazioni. Insomma, se trasparenza c’è stata, non è dovuta alla volontà dell’amministrazione, ma alla nostra e a quella di Italia Nostra.

Sui contenuti della variante abbiamo già scritto molto e presentato numerose osservazioni contrarie, Continue reading

Il marciapiede di Strada Orti opera inutile per la sicurezza

 

Il marciapiede di strada Orti: opera inutile per la sicurezza della viabilità

Purtroppo quanto abbiamo sempre affermato si rivela triste realtà: l’opera di costruzione del marciapiede non è servita a nulla e la pericolosità della strada è rimasta. Lo avevamo detto chiaramente quando chiedemmo con un emendamento al bilancio di eliminare l’opera dal piano triennale degli interventi pubblici; per fortuna almeno siamo stati ascoltati nella nostra richiesta di inserire i guard rail a protezione del cammino pedonale nei punti più critici, ma a questo punto abbiamo invece forti dubbi che siano stati effettivamente realizzati quegli interventi che avevamo richiesto e supportato con una raccolta firme di ben 2.000 cittadini, la posa del tappeto anti skid e la modifica per quanto possibile della pendenza della curva più pericolosa, neppure previste nel progetto della Giunta. Continue reading

Trasporto locale: una precisazione

Trasporto locale: una precisazione

 

Sul Corriere della scorsa settimana, all’interno dell’articolo sul trasporto locale, è stato indicato che la minoranza ha criticato la Giunta per il fatto che la bozza del piano del TPL fosse stata presentata ai quartieri prima che in commissione consiliare.

Posso dire come rappresentante del M5S che la posizione da me assunta non corrisponde a quanto è stato evidentemente riportato al giornale Continue reading

Gennaio – Febbraio 2017

Dall’ultimo rendiconto sono accaduti alcuni eventi e un Consiglio comunale il 31 gennaio scorso. Partiamo dai temi lì affrontati e anticipiamo che nel prossimo rendiconto parleremo dei più recenti avvenimenti.

Ospedale di Verduno

Abbiamo già parlato nell’ultimo rendiconto di questa vicenda, che poi si è ulteriormente arricchita, ricapitoliamo brevemente: metà gennaio esce sugli organi di stampa la dichiarazione del Direttore sanitario dell’ASL CN2 per cui l’ente sta valutando da un po’ di tempo come riempire una struttura nata per 578 posti letto e che ne avrà accreditati dalla Regione forse 350, tra le ipotesi si avanza la possibilità di ospitare un’attività imprenditoriale privata sanitaria fino a 100 posti letto, con colloqui e interesse già manifestati da alcune cliniche. Noi riteniamo l’ipotesi irricevibile e concordi a tutti i livelli del M5S presentiamo il 17 gennaio a Bra e a Alba una mozione affinché i consigli comunali si esprimano chiaramente contro tale ipotesi, ma soprattutto che si individuino tutte le alternative possibili per il pieno utilizzo del futuro ospedale, esclusivamente in ambito pubblico.

Le voci contrarie che sorgono un po’ ovunque portano a marce indietro il 20 gennaio nell’inaugurazione dell’Hospice a ben una settimana dall’uscita sui media, poi in un incontro con il Comitato promotore ad Alba il 27 e infine nell’incontro pubblico del 30 gennaio a Bra; ci si appella in quelle occasioni a una non credibile incomprensione, perché troppi dettagli sono stati forniti e i colloqui con le cliniche private mai sono stati smentiti.

Per questo rimaniamo fermi con la nostra mozione in consiglio, perché non vogliamo ambiguità al riguardo e le nostre ragioni sono:

  •  quali sono le ragioni per cui ci troviamo ora in questa situazione: scelta scriteriata del sito e della logistica, quindi letterale incoscienza progettuale e lievitazione dei costi. Scelta luogo e tipo di struttura sono inscindibili, non possono essere affrontati in modo separato stupidamente. Si muoveranno migliaia di persone ogni giorno e la logistica della struttura sarà importante, l’autostrada a questo non servirà a nulla o quasi
  • da Bra infatti, la strada attuale che passa per Pollenzo non può essere pensata adatta, così come il passare per la SS. 231 (Strada Orti) bisognerà ad es. per lo meno pensare alla bretella sulla rotonda di Cherasco, in modo che si possa arrivare con un minimo di sicurezza e in tempi certi all’Ospedale
  • Costi sproporzionati: da 105 mln di € a 160+17.5+15 della Fondazione (sì perché il costo degli arredi è stato tolto dal bilancio dell’opera per coprire altri costi ed è la Fondazione che se ne farà carico) – per fare un paragone recente, Mondovì 53 milioni per 290 posti letto (la metà di Verduno)
  • Parlare di dover rimediare a una situazione mutata è un altro ulteriore segno del fallimento dell’opera, che si pone come modello di spreco di denaro pubblico perché la sua realizzazione è totalmente fallimentare – come possibile che a prima pietra posata a fine 2005 non pensiamo a come sta evolvendo la sanità in Italia e in Regione?
  • Che senso può avere pensare a affittare parte della struttura a attività private, quando l’ASL CN2 spende più di 34 milioni di € in posti letto convenzionati in strutture private? Quando avremo una struttura nuova, efficiente, con livelli di sicurezza sanitaria elevati, che senso avrebbe per l’ASL andare a spendere soldi in strutture private?
  • Se lasciassimo sempre fare ci troveremmo ad esempio una strada di accesso all’Ospedale con costi pari solo per questa alla metà dei costi sostenuti per la costruzione di un ospedale da 290 posti letto (Mondovì) – per questo ci vuole una presa di posizione chiara, netta e semplice fin da subito
  • La dichiarazione della mozione è chiara e netta e semplice: nessuna attività di clinica o organizzazione di impresa dentro quella struttura
  • Le parole della marcia indietro sono infatti ancora ambigue – se si vuole dire intramoenia, che è obbligo di legge, si dica quello, ma che bisogno ci sarebbe poi di affermare che bisogna adempiere a un obbligo di legge?
  • Siamo contenti invece che ci sia un ragionamento sul possibile utilizzo in ambito di formazione sanitaria, l’abbiamo detto subito con il nostro comunicato quando è uscita la notizia sulla necessità di riempire i vuoti della struttura, che bisogna cercare spazi per la specializzazione, per la formazione, bisogna avere inventiva per dare pieno utilizzo pubblico a quella struttura.
  • In sostanza riteniamo che si è voluto annusare l’aria, ora è tutta una incomprensione, perché si è capito che l’aria che tira nel territorio all’ipotesi avanzata è brutta – a maggior ragione il territorio deve farlo capire con chiarezza e mettere un punto fermo

La maggioranza ha elaborato una sua mozione nei giorni seguenti alla presentazione della nostra, che non ci ha convinto, poiché:

  • Le parole della mozione sono generiche, non sono nette e precise, si dicono cose che sono implicite in quello che dovrebbe essere il normale percorso della struttura – cosa ha fatto fino adesso la conferenza dei sindaci? Che ci sta a fare dato che è la Conferenza dei Sindaci che ha il potere decisionale sulla programmazione sanitaria.
  • Le parole sono importanti: “si impegnino a mantenere la vocazione pubblica dell’Ospedale di Verduno”. Non sono nette, chiare e decise, perché difendere la vocazione a essere e non l’essere? Se facessimo un ragionamento inverso: se si ipotizzasse che l’Ospedale di Verduno non avrà il pronto soccorso, davvero si scriverebbe una mozione che dice “difendere la vocazione ad avere il pronto soccorso” o direbbe piuttosto “difendere il pronto di soccorso dell’Ospedale di Verduno”. Chiaramente sarebbero queste ultime le parole scelte, perché nette e chiare.
  • Riguardo poi alle revisioni delle condizioni contrattuali, vi invito a leggere il parere del Ministero al riguardo: indica chiaramente come le variazioni progettuali intercorse nel tempo abbiano sempre agito nel ridurre il rischio di impresa del costruttore, quindi sempre a discapito del pubblico, così come il nuovo piano finanziario evidenzia come di tasca sua il concessionario ci metta dentro solo 3,5 mln €, sempre a favore di riduzione del rischio del privato e caricando quindi del rischio di impresa il pubblico, contemporaneamente la redditività del privato alle nuove condizioni è aumentata rispetto alle condizioni di partenza, insomma un disastro per il pubblico
  • Non siamo neppure d’accordo sulle premesse, poiché:
  • la notizia non può essere frutto di incomprensione, troppi i dettagli forniti: 100 posti letti, piano dedicato, contatti avviati con i privati che hanno manifestato interesse
  • Chiara e netta retromarcia da parte dell’ASL non c’è: la tesi che l’ipotesi trapelata sia un fraintendimento, non è credibile, si fraintende un’intenzione (clinica), ma non i dettagli precisi rivelati. Poi si fa riferimento all’attività intramoenia, ma questa già esiste da tempo nelle strutture pubbliche, quindi? L’intramoenia però deve perseguire lo scopo di legge: dare la possibilità di scelta del medico nel pubblico con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa, prenotazioni e pagamenti passano per l’ASL, scrupoloso controllo dell’attività per evitare danni al servizio pubblico, vincolo di esclusività per cui il medico non può andare a operare privatamente al di fuori della struttura. Ma in un ospedale nuovissimo, che deve essere eccellenza pubblica, che senso ha fare ragionamenti di “rendere più completa l’offerta di salute” “arricchire” con l’attività privata delle medesime specialità e con i medesimi macchinari pubblici già presenti? Come la arricchisco??
  • Non sono per nulla soddisfatto del passo indietro perché da un lato si fa schermo di una giustificazione risibile, dall’altro non è completa, ancora ad Alba il 27 gennaio scorso, lo stesso direttore generale ha parlato di affitto di strumentazione e dotazioni dell’Ospedale per attività sanitaria privata non concorrenziale – ammesso che questo sia possibile per legge, semmai lo fosse, la nostra idea è pubblico su pubblico non privato su pubblico
  • Le amministrazioni almeno delle due città Alba e Bra non potevano essere all’oscuro di tutto, non ci crediamo
  • Quindi c’è ben poco da prendere atto, non bisogna fare concessioni di nessun tipo su questo fronte
  • Tertium non datur: o non è vero che c’è piena sincronia tra ASL e territorio, ma allora gli amministratori millantano e evidentemente non abbiamo amministratori capaci di dare l’indirizzo strategico che è loro dovere dare, oppure si mente ora facendo finta di non sapere quello che già si sapeva

Alla fine la nostra mozione non passa, ma passa quella della maggioranza, con però almeno nella parte del deliberato con parole più precise e nette – per quanto abbiamo detto sopra non ci basta, ma è stato sufficiente per lo meno per non votare contro, mentre la maggioranza ha votato contro la nostra, a eccezione dell’ex Consigliere di maggioranza Abderrahmane Amajou (Ab).

Ab saluta la maggioranza

Eh sì, durante la discussione su Verduno, Ab ha dichiarato una visione identica alla nostra sul tema e ha chiesto quindi alla sua maggioranza di modificare in parte il testo della loro mozione, dichiarando di essere comunque favorevole alla nostra. Non possiamo conoscere i dettagli del come si sono svolte le cose, ma a seguito di alcune parole rivolte dall’ass.re Borrelli, “non fare il furbetto” o qualcosa di simile, Ab si è giustamente sentito oggetto di un fare minaccioso e arrogante e ha reagito con veemenza. Sicuramente la reazione non è motivata dal singolo episodio, ma da una serie di situazioni per cui il consigliere si è trovato in disaccordo con la maggioranza e con l’operato della Giunta. Questo è il senso quindi delle conseguenti dichiarazioni da parte di Ab di voler uscire da una maggioranza in cui, sulle questioni di principio almeno, non si trova più in accordo. Correttamente poi, da quanto ci risulta, Ab stesso ha chiesto alla sua lista un incontro di chiarimento, perché nella stessa lista milita un assessore, e da quanto riportato dai giornali, la lista si è  spaccata nel chiedere a Ab di farsi da parte e nel rinnovare la propria fiducia alla Giunta.

Per quello che abbiamo visto, non possiamo che riconoscere in Ab un atteggiamento fermo sui principi che lo hanno ispirato nella sua vita politica e che immaginiamo avrebbero dovuto ispirare la sua lista, principi che lo hanno portato più volte a infischiarsene della mera appartenenza formale a un gruppo o meno – perché, anche in questo condividiamo la sua visione, non è la bandiera o il simbolo che definiscono l’aderenza ai principi e ai valori politici, ma sono questi che danno un senso al simbolo e all’appartenenza. La parte politica perde significato nel momento in cui non aderisce più ai principi che la dovrebbero ispirare, diventa mera bandiera, semplice opportunismo per scopi diversi.

L’esempio di Ab è importante anche nel nostro piccolo Consiglio comunale, dove prevalgono le logiche degli schieramenti: la mozione di tizio non deve passare perché è presentata da tizio e non da “noi”, i consiglieri soprattutto di maggioranza sono continuamente richiamati all’unità di voto che così diventa mera uniformità; tutto questo poi a dispetto dei principi declamati in modo aulico, con addirittura un articolo dello Statuto che richiama esplicitamente il rifiuto dell’appartenenza di parte nell’agire politico dei consiglieri, che dovrebbero sempre guardare ai principi e non all’appartenenza. Tutto molto bello, poi però se un consigliere pensa con la sua testa, gli arriva un bel “non fare il furbetto!”

Ci è sembrato poi molto triste e volgare l’immediata corsa da parte del Sindaco e della maggioranza a “scaricare” il consigliere, a dichiarare che ormai da tempo era assente dalla maggioranza, che chiedeva solo e nulla ha mai dato, ecc… Parole amare, che escono solo a rottura avvenuta, critiche ingiuste perché, anche se fossero vere, sarebbero dovute uscire a tempo debito, se in seno alla maggioranza c’era cotanto lavativo, cosa aspettava la stessa maggioranza a scaricarlo; queste parole sono puro fiele riversato per vendetta della rottura subita, anche qui i principi e il merito della rottura contano poco, ma come dice l’ass.re “questa è politica” – no, questa per noi, e crediamo anche per Ab, non è politica.

Mozione su sistema di allarme ai cittadini

Una bella mozione dei gruppi di centro destra, per istituire nel nostro Comune un sistema di allarme via email e sms, verso i cittadini, per situazioni specifiche e di una certa gravità: blocchi importanti di strade, allerte meteo, ecc… Ottima proposta, voto favorevole con convinzione.

Interrogazioni

Sul punto luce delle Tre frazioni, abbiamo già detto nel rendiconto precedente. Non siamo soddisfatti della risposta dell’ass.re, come sempre d’altronde perché l’ass.re ai LLP raramente risponde puntualmente, perché l’investimento da fare non è elevato e si può milgiorare di molto la sicurezza dei due incroci al buio da alcuni anni ormai (dai 200 € per una batteria, a 2.000 € per un sistema totalmente nuovo).

Un’altra interrogazione riguardava al richiesta di un richiesta di spiegazioni sulla vicenda di un gruppo di concittadini in contraddittorio con il gestore del Servizio Idrico Integrato. Il merito è molto tecnico, a noi premeva mettere in evidenza che a richiesta dei cittadini verso il Comune di dirimere la questione, ovvero di dare un parere su chi avesse ragione in questo contenzioso e dare le proprie valutazioni sulla questione, il Comune non rispondeva, ma si limitava a inviare ai richiedenti la copia del parere del gestore, senza alcuna funzione di terzietà, di verifica e di controllo.

Nella risposta il Sindaco ci portava finalmente un parere tecnico, ma ancora non siamo soddisfatti, perché non è stato risposto alla prima domanda da noi posta, ovvero: quali siano le ragioni per cui il Comune non abbia mai prodotto una propria risposta, neppure un parere e si sia limitato al solo rinvio del parere del gestore.

Intanto abbiamo chiesto che sia la domanda che il Comune ha rivolto al tecnico dell’EGATO (ambito provinciale competente sul Servizio Idrico Integrato), che la conseguente risposta a noi girata, sia inviata ai cittadini che hanno chiesto l’intervento del Comune, affinché possano loro giudicare se essere soddisfatti o meno dalla risposta o se le loro ragioni ancora non siano state pienamente ascoltate.

30-01-17 SERATA DI RENDICONTAZIONE

 

 

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Bra 26-01-2017
Il consigliere comunale del M5S, Claudio Allasia vi invita al terzo incontro di rendicontazione delle sue attività consiliari lunedì 30 gennaio alle ore 20.30 presso il Caffè Cavour (saletta interna) a Bra.
Durante la serata, il consigliere farà un bilancio della propria attività all’interno, del Consiglio Comunale di Bra e delle Commissioni.
Interverrà il Consigliere Regionale del M5S Mauro Campo.
Sarà un’occasione per aprirsi al confronto diretto con la cittadinanza, informare sulle attività svolte e sulle iniziative promosse nell’ultimo anno,su cosa è stato fatto e sul futuro dei progetti del gruppo. Sarà dato spazio a chi voglia interrogare, portare idee e critiche per gli obiettivi futuri.
www.bra5stelle.it

 

 

 

 

Gennaio 2016

Interrogazione su punti luce Tre frazioni – interrogazione punti luce

Da parecchi anni ormai i punti luce sulla SP per Cavallermaggiore non sono funzionanti, e la richiesta della frazione è quindi annosa, abbiamo chiesto in questa interrogazione del 28 dicembre scorso le ragioni per cui in questi anni non sia mai stato reso funzionante. La risposta è giunta qualche giorno fa (qui la risposta), dove in sostanza di si dice che il punto luce fotovoltaico a batterie non è economicamente efficace e che occorre una soluzione, ci pare di capire, in rete, che però è molto costosa ovviamente per uno o pochi punti luce.

In questi 8 anni, si afferma inoltre, vi sono stati diversi incontri con la frazione per discutere di questi punti luce, che servirebbero a illuminare due incroci totalmente al buio – ora se da un lato la tecnologia a batteria non è ancora pienamente affidabile, dall’altro però i due incroci sono al buio completo e in questi 8 anni qualche intervento che aiuti a renderli visibili ci potrebbe anche essere stato, senza affrontare spese enormi.

Ospedale di Verduno: la vicenda passa da grottesca a folle

La settimana scorsa è stata caratterizzata dalla pubblicazione delle dichiarazioni della dirigenza dell’ASL CN2 sulla possibilità di dedicare l’ultimo piano della struttura, fino a 100 posti letto, da affittare a una clinica privata. A scanso di equivoci, quindi riepiloghiamo.

Venerdì 13 su un giornale nazionale escono le seguenti dichiarazioni della dirigenza ASL CN2: i posti letto previsti sono grandemente inferiori alla capacità della struttura (ben il 35% in meno a oggi), possiamo prevedere tra le altre ipotesi di affittare l’ultimo piano a un’attività sanitaria privata “non concorrenziale con il servizio pubblico” (ohibo!! che faranno mai? piadine e kebab?), il giornalista afferma poi che vi sono già contatti avviati con la clinica Città di Bra – il titolo dell’articolo poi è un virgolettato, quindi una dichiarazione “La clinica? Aiuterà i conti pubblici.”.

Noi del M5S Bra abbiamo ritenuto da subito questa ipotesi folle, per le ragioni che abbiamo già illustrato con dichiarazioni e comunicati stampa, e abbiamo chiesto a tutti i gruppi del M5S provinciale e ai nostri rappresentanti locali in Regione e in Parlamento, di dare subito un messaggio chiaro su quale siano le nostre idee, nessun galleggiamento, nessun analizzeremo o verificheremo, perché è giù tutto molto chiaro, bisogna dire cosa si pensa, non aspettare da che parte tira il vento come ahimé, i nostri amministratori locali, se siamo in politica è proprio perché volgiamo fare politica, non i politicanti. In questo siamo stati seguiti dagli altri gruppo del M5S e ne siamo contenti, anche perché si è resa subito evidente la differenza con gli amministratori locali, che invece hanno semplicemente abbozzato, facendo finta di non sapere, dato che a quanto pare la cosa è in discussione da un bel po’ di mesi, e annusando appunto l’aria prima di decidere cosa “pensare”.

Non sono arrivate smentite né rettifiche, ci teniamo a dirlo, fino a ieri, quando in occasione dell’inaugurazione dell’Hospice, il direttore Bono ha detto che ci sono stati dei fraintendimenti – questa se la possono bere gli stolti e gli stupidi, perché su una questione così importante, non si aspetta una settimana per dire che si è stati fraintesi – diciamo che si è capito che l’aria che tira non è proprio favorevole a questa ipotesi scellerata, ed ecco quindi arrivare una correzione, tutta ancora da verificare, questa sì.

Martedì scorso abbiamo presentato subito  una mozione al riguardo, perché si dica chiaramente da che parte la nostra città vuole stare, la struttura in tutto e per tutto deve essere pubblica e neanche un piede di un letto deve essere privato lì dentro. Proprio a far fare questo passo indietro è servita la nostra azione e siamo contenti di aver espresso subito la nostra visione e il nostro parere a un’ipotesi che a quanto pare molti già conoscevano da tempo, tranne i diretti interessati, i cittadini – ne discuteremo in Consiglio.

Regolamentazione portici

Abbiamo letto le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco sulla questione della mancata regolamentazione dei portici da parte del nostro Comune – sia in termini generali che in termini puntuali ad ogni singolo intervento. Ce ne eravamo accorti, non senza un certo stupore, nel caso del nuovo palazzone di Piazza Carlo Alberto ormai un paio di anni fa quasi. Il Sindaco afferma che da tempo ci stanno lavorando, così tanto tempo che neanche con la riqualificazione a nostre spese dei portici di Via Principi, si è fatto qualcosa, anzi, a dispetto di un regolamento comunale che impone la pulizia di marciapiedi e portici ai privati, quel portico lì è stato pulito negli anni a spese del pubblico – cosa è peggio, non sapere o fingere di non sapere?

 

Ancora dicembre 2016

Alcune richieste sulla viabilità – segnalazioni viabilità

A metà mese abbiamo presentato alcune osservazioni come segnalazione e eventuale discussione in Commissione LL.P e viabilità. In particolare abbiamo segnalato la pericolosità dell’attraversamento pedonale in viale della Costituzione nei pressi della rotonda “dei Carabinieri”, per l’impedimento alla visuale dato dall’alberato e la contemporanea possibilità di attraversamento in bici. A nostro avviso serve liberare urgentemente la visuale rimuovendo gli alberi vicini e lasciando un verde basso che permetta la visuale completa in tutte le stagioni.

Abbiamo anche ricevuto segnalazioni sui nuovi attraversamenti pedonali di via Principi, per un aumento di pericolosità degli attraversamenti pedonali specie in corrispondenza di via Cavour, dato che gli autoveicoli si trovano spazi senza interruzioni (semafori) o rallentamenti e transitano più rapidi. Qui occorrerà qualche riflessione perché il nuovo tratto pedonale di via Cavour potrebbe coerentemente prevedere un attraverso a isola sopraelevata di via Principi per permettere a pedoni e ciclisti di raggiungere l’altra parte dell’area pedonale con maggiore sicurezza. L’introduzione poi di questo pezzo di area pedonale sovraccarica via San Rocco, che già praticamente priva di marciapiedi, è resa ancora più pericolosa ai pedoni. Se un area pedonale in centro è finalmente arrivata a Bra, farlo però in modo discontinuo non è molto razionale e la gestione del traffico in via Principi, via Audisio, via Cavoru andava fatta a nostro avviso in modo diverso, con senso unico circolare (entro in via Audisio-esco in via Sarti e via Cavour, o anche in senso opposto), spazi per pista ciclabile e riduzione spazi al transito dei veicoli per ridurne la velocità in via Principi, maggiore sicurezza ai parcheggi di via Principi, chiusura al traffico di via San Rocco, precedenza su via F.lli Carando.  Speriamo poi che la nostra richiesta di maggiore presenza di cestini con posaceneri sia ascoltata. Qualche mese fa ormai avevamo presentato una richiesta di discussione di regolamentazione dei portici nel nostro Comune, dato che in sua assenza o non si prevede nulla (era il caso dell’ultimo intervento di Piazza Carlo Alberto, poi di fretta quest’anno affrontato a lavori ormai ultimati), o si prevedono cose diverse di volta in volta. Ad esempio, adesso il Comune ha rifatto la pavimentazione dei portici di via Principi ai proprietari dello stabile, che ne beneficeranno in termini di valore immobiliare e di affitto a nostre spese ovviamente, chi si occuperà della pulizia dei portici? e la manutenzione ordinaria e straordinaria? Ecco queste cose dovrebbero essere affrontate e risolte in generale e in forma ragionevolmente omogenea per tutti gli spazi a uso pubblico di proprietà privata. Ci sono comuni che lo regolamentano dal 1200, chissà se a Bra lo si potrà fare prima a inizio del XXI secolo.

Ci sono poi altre segnalazioni: un incrocio non ben segnalato e quindi pericoloso in via F.lli Allocco e l’ormai annosa mancanza di corretta segnalazione dei sensi unici in via S. Pellico.

Air@School – Proposta air@school

Siamo venuti a conoscenza di un semplice ma significativo progetto di sensibilizzazione della qualità interna dell’aria negli edifici scolastici; promosso da un’associazione che abbiamo contattato e con cui abbiamo avuto un primo approccio per sondare alcuni dettagli operativi, è entrato a far parte come “best practice” all’interno di un progetto europeo per il rinnovamento sostenibile degli edifici scolastici “Renew School”. Ne abbiamo discusso in commissione ambiente il 28 dicembre scorso e l’ass.re all’ambiente ha mostrato interesse. Si deve partire dalle scuole e quindi dall’interesse dei dirigenti degli Istituti comprensivi, dai referenti dei plessi scolastici di competenza comunale ma anche delle scuole superiori presenti in città. Ci auspichiamo quindi che la proposta abbia un seguito pratico e concreto e ci mettiamo a disposizione per lavorarci.

Qualità dell’aria a Bra
Dalla qualità dell’aria interna a quella esterna. Sempre il 28 dicembre scorso in commissione l’ass.re ha illustrato la relazione dell’ARPA Piemonte, frutto della convenzione con il Comune. Il documento è in sostanza l’estratto per Bra della relazione annuale dell’ARPA Piemonte con giusto qualche considerazione in più, ma a ben vedere non vi è stata un’analisi specifica del particolato braidese ad es.. Più interessante sarà invece la campagna di monitoraggio sulla formaldeide condotta dall’ARPA nel nostro Comune che è in via di analisi e di redazione finale.

Quest’anno vi è stato un ulteriore deciso miglioramento sia per il numero di sforamenti che per media di concentrazione dell’inquinante da noi più presente, il PM10; una riduzione tutta concentrata sull’inizio dell’anno. Una diminuzione comune per quello che abbiamo visto con tutta la zona e con il torinese, e attendiamo di vedere le relazioni annuali per capire se a quanto pare siamo ancora il sito più inquinato in Provincia e tra i primi in Regione per PM10. Noi condividiamo il parere dell’ARPA che ciò sia merito dell’abbattimento deciso delle emissioni industriali e certo poi dalla diminuzione di emissioni dei veicoli e infine delle caldaie, il gas naturale rimane il miglior combustibile fossile dal punto di vista del PM10. A nostro avviso nel nostro Comune vi è comunque la necessità di interventi sulla mobilità sostenibile, parliamo di atti veri e non di fuffa, ovvero percorsi ciclabili sicuri cittadini, un trasporto pubblico ben organizzato e che si connetta ai tragitti più frequenti verso la scuola, verso i luoghi di aggregazione sportiva.

Abbiamo discusso in commissione anche del protocollo attivato dalla Regione a cui ha aderito prontamente il Comune per azione della Giunta: se certo un intervento che serva a prevenire il più possibile una sequenza troppo alta di sforamenti, nutriamo dubbi e proposte:

  • inutile sia al fine emissivo che energetico ridurre di 1 h l’accensione degli impianti termici, lo diciamo da anni serve il controllo della temperatura e degli orari, si ottengono le due cose in modo sistematico. Proprio l’ass.re ha parlato di scuole o edifici pubblici troppo caldi o troppo freddi, interveniamo subito perché interventi di gestione di controllo della temperatura in modo serio sono investimenti a alto tasso di rendimento per la collettività
  • i divieti di circolazione ai mezzi sotto una certa categoria Euro possono anche andare bene, ma abbiamo posto la questione su quale sia la categoria emissiva dei bus pubblici, perché a parte rischiarne il fermo in determinati periodi, non sarebbe meglio che fossero utilizzati sempre mezzi pubblici a bassa emissione?
  • abbruciamento scarti vegetali: i falò a cielo aperto sono una fonte emissiva molto inquinante, bisognerebbe prevedere un periodo di divieto sistematico, a evidente scopo di prevenzione, e come si era detto ormai un paio di anni fa, coinvolgere i comuni vicini con un’azione che vada nella stessa direzione

Antenna di via Balau
Nell’ultima commissione si è anche rivisto il tema dell’antenna per telefonia di via Balau – abbiamo precisato correttamente l’iter dei mesi scorsi, perché la segnalazione dei cittadini non era mai giunta in commissione e solo un’interrogazione di Somaglia, Marengo e Ellena specifica e una nostra sul mancato invio della corrispondenza ai commissari, a luglio aveva permesso a tutti i commissari di venire a conoscenza della cosa. La sostanza è che l’antenna esistente è stata dotata di apparecchi aggiuntivi e altri ripetitori, senza l’aggiunta di un ulteriore sostegno e l’iter dei gestori di telefonia appare corretto. Bisognerà ora capire quali sono le conseguenze emissive e effettivamente alla luce di un regolamento comunale sulle antenne, secondo l’ufficio il Comune non ha molti strumenti, ci chiediamo se un palo sulla collina del centro storico sia proprio una buona cosa. da indagare ulteriormente.

Dicembre 2016

Nelle scorse settimane l’attività consiliare è un poco diminuita per impegni lavorativi del consigliere Allasia e la campagna referendaria ci ha visti impegnati fino all’ultimo.

Nei mesi di novembre e dicembre vi sono state comunque alcune attività importanti.

Sull’attività referendaria aggiungiamo ancora che abbiamo assistito a metà novembre alla seduta della commissione elettorale, noi non abbiamo rappresentanza consiliare infatti in quella sede. Per quello che abbiamo visto il meccanismo della commissione va completamente riformato, la selezione degli scrutatori avviene per lo più con liste preparate dai consiglieri, maggioranza o minoranza poco non fanno differenza, con un meccanismo che favorisce gli amici. Siamo concordi con il consigliere Abdheramane che così non vada bene e vada fatto un regolamento ad hoc. Inoltre le adunanze di questa commissione dovrebbero il massimo di pubblicità così che tutte i cittadini interessati possano osservare e fare da controllori naturali del suo operato.

A novembre  arrivata la decisione della Giunta sulla verticalizzazione – non c’è stato alcun coinvolgimento del consiglio comunale; l’adozione però  stata un atto svolto in modo poco più che formale, il miglioramento della didattica non si risolve certo con un provvedimento amministrativo di questo tipo, certo che con l’occasione si poteva per lo meno chiudere la scuola della Riva, che non ha alcun senso mantenere, né didattico né organizzativo. Insomma un passaggio sbrigato in modo molto burocratico e poco di più.

Ci sono state molte modifiche alla viabilità e dobbiamo dire finalmente: la zona pedonale di via Vittorio, il senso unico di via Audisio erano, le eliminazioni dei semafori  erano cose possibili prima e che chiedevamo e che molti chiedevano da tempo e si sta colmando un gap con le altre città della Provincia con molto ritardo sulle aree pedonali. Alcuni provvedimenti sono discutibili: la chiusura del lato di via Cavour, se da una parte le aree pedonali sono un ottima cosa, va a a sovraccaricare via San Rocco, che a nostro avviso dovrebbe invece essere pedonale, poiché  costituisce parte di un naturale corridoio pedonale e ciclabile verso il Bescurone. La rotonda con via Montello è inutile e non riduce il pericolo di uscita da quella via. Il semaforo di corso IV Novembre può essere dotato di intelligenza per diminuire le inutili fermate del traffico su via Cuneo.

Positivo l’annuncio di voler discutere con la cittadinanza un piano della mobilità, anche se abbiamo dei dubbi: tutti gli interventi urbanistici degli ultimi anni non hanno mai considerato la mobilità sostenibile totalmente esclusa negli spazi e nella progettazione e non si è mai voluto condividere alcunché in commissione.

Nonostante un messaggio di fine anno farcito di propaganda, Bra continua a rimanere la città meno Slow della Provincia: ha un piano regolatore divoratore di suolo, che permette di costruire in centro collinare o nell’area del centro di storico di Pollenzo, che permette la distruzione definitiva di piazza Carlo Alberto e della parte iniziale di via Vittorio; manca poi davvero una visione strategica della città, come dimostra il DUP, e gli interventi sono estemporanei come il marciapiede di Strada Orti o come sulla scuola di San Michele. Molti marciapiedi e zone stradali sono in cattive condizioni, hai bella voglia di incitare a usare la città a piedi o in bici, quando a volte non è agevole o sicuro farlo. Rimane una città dove l’amministrazione ha un aurea molto migliore della realtà: mentre si stringono i controlli sui cittadini e aumentano in modo verticale i proventi delle sanzioni, non si vedono conseguenti aumenti di investimenti per la sicurezza pedonale e stradale, ma si fa in gran parte cassa, non si puliscono i marciapiedi e le strade su vie pubbliche dalla neve e dal ghiaccio, non si fanno i controlli sui concessionari dei servizi, Fondazione Politeama e Colonia di Laigueglia sono stati dei buchi neri dove l’amministrazione ha chiuso gli occhi senza avere idea di cosa succedesse, lo stato delle aree verdi è indecoroso, …

Ma adesso arrivano le feste e auguriamo a tutti un sereno anno nuovo e cercheremo di rendere più frequente la rendicontazione della nostra attività – auguri a tutti.