Uffici postali nei piccoli Comuni: Poste non chiude e rilancia

I piccoli uffici postali piemontesi a rischio chiusura, sotto i 5mila abitanti, non saranno chiusi ma bensì verranno potenziati. Lo ha detto ieri mattina l’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante, all’incontro organizzato da Poste Italiane e Anci, con i Sindaci dei piccoli Comuni.

All’incontro ha partecipato anche il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso ha ricordato come “una delle caratteristiche che rende unica l’Italia nel mondo è la ricchezza del patrimonio culturale e antropologico custodito nei nostri Piccoli Comuni, che rappresentano il 70% del totale dei Comuni Italiani e nel cui territorio risiede quasi un quarto della popolazione nazionale” e che “Poste Italiane, per la sua capillare presenza sui territori, per la sua prossimità ai cittadini, per la sua tradizione di avanguardia nell’erogazione di servizi, di sicuro potrà essere al fianco del Governo per costruire un’Italia ancora più unita, coesa e solidale, un’Italia, dalla periferia al centro, dalle metropoli alle aree più svantaggiate e rurali, più “vicina” e più raggiungibile”.

Il Presidente del Consiglio ha poi ribadito che “l’Ufficio Postale costituisce da sempre, nel sentimento degli italiani, un presidio dello Stato e la sua presenza rappresenta un elemento di fiducia nel futuro, oltre che un indubbio sostegno all’economia locale e alla pubblica amministrazione stessa per lo svolgimento di alcuni servizi pubblici.  L’Ufficio Postale inteso come “Azienda di comunità” non può che contribuire positivamente alla coesione sociale, economica e territoriale del nostro Paese. Queste aziende di comunità, circa 13 mila in tutta Italia, costituiscono una trama fittissima di servizi che collegano l’Italia intera. E la decisione di Poste Italiane di mantenere aperti gli uffici postali nelle aree disagiate del Paese risponde proprio alla finalità di contribuire direttamente a ridurre le differenze territoriali nell’erogazione delle differenti prestazioni pubbliche.”

I cittadini della Provincia di Cuneo sicuramente ricordano lo scellerato piano di razionalizzazione 2015/2019 stipulato tra Poste italiane e il Ministero dello Sviluppo Economico che ha causato la chiusura di molti uffici postali nonché l’introduzione della consegna della posta a giorni alterni. I cittadini si ricorderanno anche di come il precedente Governo, e alcuni parlamentari del territorio, fecero promesse a cui non seguirono i fatti.

Con l’annuncio di ieri si inizia a cambiare rotta, per costruire un’Italia dove non ci saranno più cittadini di serie B nei piccoli comuni periferici.

«In tutti i piccoli Comuni non verranno chiusi o ridimensionati gli uffici postali. Noi vogliamo popolare gli uffici con dei nuovi servizi per permettere alla gente di continuare a vivere nelle zone più marginali. Di più. Le sedi saranno potenziate nei Comuni turistici e sorvegliate da telecamere per maggior sicurezza»

Matteo del fante amministratore delegato di Poste Italiane

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