Socio assistenza, scuola, aria

Fine della delega all’ASL per la socio assistenza

Al consiglio comunale di marzo abbiamo presentato una mozione sul passaggio in atto, di cui avevamo avuto casualmente informazione, che riguarda il sistema di gestione della socio assistenza nel distretto braidese.

Essendo noi l’unico gruppo che a fine 2014 era contrario alla delega definitiva all’ASL delle funzioni socio assistenziali, siamo certo soddisfatti del ritorno alla gestione diretta da parte dei Comuni, ma certo non possiamo che annotare anche in questo passaggio una mancanza di centralità della gestione politica, intesa ovviamente nel significato letterale di amministrazione della cosa pubblica, rispetto all’ente amministrativo quale l’ASL. Da un lato la delega finale mancava infatti dell’indicazione di un controllo e sorveglianza diretto degli amministratori verso l’operato dell’ASL, dall’altra abbiamo visto ad esempio in alcuni temi discussi anche in Consiglio come le indicazioni dell’ASL prevalessero sulla autonoma valutazione e decisione politica degli amministratori, o magari se ne serviva come scudo. Infine questo passaggio finale è stato dettato dalla volontà dell’ASL di rescindere dalla delega, il tutto con una lettera del settembre 2017.

Nelle settimane scorse e nelle prossime a fronte della mozione si è riunita quindi la commissione socio assistenza affinché fossero illustrati i termini di questo passaggio e le determinazioni fino a qui adottate; purtroppo è già tutto deciso e stabilito e quindi non ci sono molti ambiti di intervento, ma vale la pena a nostro avviso approfittare di questa occasione per discutere e praticare alcuni temi legati alla gestione della socio assistenza.

Nella prima adunanza il Sindaco ha riferito come la rescissione da parte dell’ASL fosse giunta formalmente ai Comuni a settembre 2017, con una decorrenza a partire da gennaio passato, ma che si era ottenuto di prendere tempo fino a giugno, data del passaggio come già detto anche in Consiglio. Ma in realtà abbiamo evidenziato come non fosse stato guadagnato nulla, anzi si era pero qualcosa, perché la stessa delega giustamente prevede in questi casi tempo fino al primo gennaio 2019 per dare attuazione alla fine della delega, abbiamo perso sei mesi preziosi quindi a nostro avviso.

Sei mesi preziosi perché riteniamo che sia meglio affrontare il passaggio non a metà esercizio, perché occorre prendere questo tempo per fare riflessioni e cambiamenti alla gestione socio assistenziale, per ascoltare in questo senso le associazioni degli utenti e non solo. Per questo abbiamo preparato questa richiesta di odg affinché di ciò si dibatta in commissione, noi abbiamo alcuni temi che ci stanno a cuore, ma vorremmo che ognuno possa dare il proprio contributo.

La nuova scuola

Nelle settimane scorse ci è stata presentata in capigruppo l’idea della Giunta di prevedere la realizzazione della nuova scuola media nell’area dell’ex scalo, circa 12.000 mq, ne facciamo un cenno qui perché argomento importante, ma ci riserviamo il tempo per una analisi più approfondita. L’idea quindi è di utilizzare la possibilità offerta dal bando INAIL per la realizzazione di nuove strutture innovative e di utilizzare quello spazio già previsto a PRGC per edificazione a area residenziale.

Per noi ci sono delle criticità nella scelta perché fondamentalmente andrebbe a gravare sul nodo più critico del traffico cittadino, lungo il passaggio interno più trafficato e nelle ore di punta più intasato della città, dove già la presenza del terminale bus pone problemi anche in ordine alla sicurezza stradale. L’obiettivo quindi di togliere la scuola media da una zona critica del traffico, nel centro storico, non sarebbe raggiunto a nostro avviso perché si sposterebbe semplicemente il problema. L’allargamento necessario di via Trento e Trieste, necessario e soprattutto affrontabile già oggi per noi, non allevierebbe i problemi legati al carico conseguente di traffico nelle ore di punta per la presenza della scuola, perché gli imbuti sono a monte e a valle.

A nostro avviso qualunque intervento urbanistico in quell’area non può prescindere dalla soluzione del nodo del traffico rappresentato dal passaggio a livello, altrimenti tutto si risolverebbe in un aumento del carico veicolare nella zona, che non può sopportarlo. Come abbiamo detto in capigruppo la soluzione del sottopasso stradale che era stata promossa nel periodo elettorale da Spiriti Liberi diventa in questa occasione una soluzione razionale, per tempi e costi, e efficace e può essere pensata contestualmente a un intervento urbanistico in quell’area.

Rimangono sempre le perplessità sulla scelta di un luogo per la scuola che sarebbe sempre immerso nel traffico cittadino, vicino alla ferrovia ma senza giovamento per i trasporti perché per studenti della scuola media inferiore, sempre vicino a un sito industriale. Ci si dice che questa scelta permetterebbe anche di evitare l’edificazione di nuove unità abitative come previsto dal PRGC, ma a nostro parere questa motivazione è meramente speciosa, perché c’è sempre la terza alternativa, non edificare nulla lì sopra che possa aumentare il carico urbanistico dell’area.

Emissioni di sostanze chimiche nell’aria di Bra

Il giorno 23 aprile in orario serale il sottoscritto Claudio Allasia, ha riscontrato la presenza di un forte e persistente odore di sostanze chimiche nell’area di via Piumati che, data la posizione della propria abitazione e la direzione del vento in quelle ore, costantemente in direzione sud-nord, pareva provenire dall’area dell’insediamento dell’ARPA industriale. Nei mesi estivi in quelle ore capita a volte di sentire questo odore nella zona, ma questa volta il fenomeno è stato molto più intenso e duraturo, fatto che ha portato a fare una segnalazione perché preoccupato dalla magnitudo del fenomeno. Scopre il giorno successivo nell’uficio ambiente del Comune, che vi sono state altre segnalazioni da altre aree della città con segnalazione anche di un odore diverso, da plastica bruciata, che sono giunte sia in modo formale agli uffici che diffuse sui social.

Ieri in concomitanza di una commissione ambiente abbiamo chiesto che sull’evento venisse fatto un punto, come sulle attività di ricerca della natura del fenomeno con una richiesta DI ODG, accordata dal Presidente e quindi si è discusso del tema. Al momento è presto per capire la natura del fenomeno e probabilmente sarà anche praticamente impossibile comprenderlo a posteriori.

Ovviamente quello che ci preoccupa non sono gli odori in sé, cosa rilevante ma comunque secondaria rispetto a eventuali nocività di sostanze emesse nell’ambiente, ma la natura delle sostanze emesse, a fronte del fatto che due grandi realtà industriali cittadine hanno presente nel proprio ciclo produttivo sostanze quali la formaldeide, che a partire dal 2016, dopo non pochi rinvii, è stata ufficialmente classificata come agente riconosciuto cancerogeno per l’uomo. Quindi il fenomeno odoroso è di nostro interesse per capire se vi sono emissioni anomale di sostanza nocive o meno. Proprio in sede di commissione siamo stati informati del fatto che da una delle strutture scolastiche cittadine è stata fatta nelle settimane scorse una formale segnalazione agli enti competenti e al Comune dell’occorrenza di fenomeni odorosi suppositivamente di origine chimica, sulle quali si sta indagando e su cui si potrà attivare un tavolo di lavoro congiunto Comune, ARPA Piemonte e ASL.

Nessun allarmismo, ma la natura di questi fenomeni deve essere indagata e pensiamo che l’unico modo di individuarlo sia quello di una campagna sistematica di rilevazione, in base alle posizioni dei centri industriali presenti, agli orari di maggiore frequenza delle segnalazioni e ai luoghi più esposti.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi