Bra come l’ex Unione Sovietica

Bra come l’ex Unione Sovietica

 

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Non è ancora stata completata la costruzione del nuovo obbrobrio di Piazza Carlo Alberto/Piazza Roma che già si pensa a come sfregiare un’altra parte della città: ora tocca all’angolo via F.lli Carando/via Vittorio Emanuele II, uno degli ingressi più trafficati del centro cittadino. È fuori d’ogni dubbio che la zona debba essere riqualificata, ma molte perplessità ha suscitato il progetto che il solo “Il Corriere” ha approfondito e portato a conoscenza del pubblico la scorsa settimana. Tralasciando una serie di annotazioni tecniche sul Progetto del Piano di Recupero, concentriamo l’attenzione sulla politica edilizia che Bra sta adottando e ha adottato in passato. Camminando per le vie della città è frequente notare edifici di nuova costruzione o recente ristrutturazione interamente, o quasi, vuoti; senza contare l’elevato numero di appartamenti liberi in altri stabili. Nonostante questo, la prerogativa è il segno più: più cemento, più alto, più grande, più brutto. Si passa dall’avere edifici storici, o per qualcuno vecchi, in stato di abbandono, all’avere palazzoni nuovi, per qualcuno belli, in stato di abbandono. Pare che Bra si stia preparando ad accogliere 10.000 cittadini in più nei prossimi anni, cosa che sembra ancora più impossibile visto il calo demografico registrato negli ultimi anni, contenuto solo dall’immigrazione. Nuovo non vuol per forza dire condominio e condominio non vuol per forza dire una valanga di cemento. E’ ora di mettere un freno all’ambizione di costruire sempre più in alto in una cittadina come la nostra. Tante sono le alternative: dal recupero dell’edificio esistente alla ristrutturazione completa o anche una nuova costruzione che rispetti l’anima di una Bra quasi perduta e che sia motivo di orgoglio e interesse per la cittadinanza. Purtroppo questa Amministrazione crede che la crescita sia perseguibile solo col mattone ma senza rispettare e guardare ad uno sviluppo armonico del suo territorio che ne conservi l’identità. Per Bra questo è l’ultimo bivio che si presenta: iniziare a trasformare anche via Vittorio in una sequela di palazzi in stile Sovietico, o cominciare da lì un lungo processo di vera riqualificazione della città; invece di pensare a quante persone ammassare nel minor spazio possibile, è ora di pensare alla vivibilità e alla godibilità anche estetica del nostro Centro; altrimenti ai braidesi e ai turisti superstiti non resterà altro che ammirare con nostalgia e un velo di tristezza le cartoline sulla Bra di un tempo disseminate, quasi con scherno, in città.

Movimento 5 Stelle Bra

http://www.bra5stelle.it/

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